9th
Mi sento imbarazzato, il cassiere ed altri nel frattempo convenuti mi guardano mentre fiumi di pupazzetti mi sgorgano dalle tasche, e non trovo le due piotte. In un lampo di illuminazione, realizzo che i pupazzi sono un codice onirico posto a rappresentare l’ inadeguatezza che da qualche parte provo nei confronti del mondo reale (si sta parlando di soldi, cazzo, e tutto quello cui tu riesci a pensare sono dei cazzo di pupazzetti di merda !!!). Ad una certa, un bugs bunny mi scivola dalle mani e mi cade a terra. Ho l’ impulso di non occuparmene, la situazione si sta facendo insostenibile, poi però comprendo che non posso lasciarlo lì, per nulla al mondo, poichè esso è il simbolo della mia indipendenza cerebrale, o qualcosa del genere.
Lascio i soldi appizzati nell’ angolo dei vetri che circondano la cassa, mi chino e vedo che il pupazzo è caduto in una piccola pozza di catarro giallo verde. Ma sono arrivato fino a questo punto e non mi tirerò indietro. Lo raccolgo, poi mi sposto poco più in là della cassa per continuare la ricerca in santa pace, cosa che faccio senza successo alcuno. Ad un certo punto, le gonadi sature della circostanza, penso che non c’è nessun motivo di risolvere la questione a modo loro, lo farò a modo mio. Torno verso la cassa, pronto ad eseguire un incantesimo che farà allucinare al cassiere le due piotte mancanti. Ma una volta lì, scopro che il mio mazzetto di soldi appizzato tra i vetri non è l’unico, ma ce ne sono decine, centinaia di altri.
in una mail del 1997, data e ora disperse
